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Il valore del silenzio

Quando ero in Seminario in liceo a Venegono mi colpiva una scritta che stava in bella vista sopra la porta di ingresso di una cappella. Recitava così: “Ante orationem prepara animam tuam” (“Prima della preghiera prepara il tuo cuore”). Un tempo nelle sacrestie si notava una scritta: “Silentium”. Era un invito chiaro per tutti a prepararsi all’incontro con il Signore.

Ricordo, in una messa solenne durante una visita pastorale del cardinal Martini, i minuti precedenti la celebrazione. L’Arcivescovo, indossati i paramenti, poggiati i gomiti sul mobile della sacrestia e messe le mani sulla testa, si raccoglieva in silenzio: e questo suo gesto, senza alcuna parola di richiamo, sollecitava chierichetti e concelebranti a prepararsi alla celebrazione.

Un cuore e una mente scaldati dal silenzio e dalla predisposizione all’ascolto sono il terreno buono per l’incontro con il Signore e la sua Parola.

Quanto è importante educarci alla capacità di fare silenzio! Il silenzio che rende possibile la celebrazione cristiana consiste nella capacità di ascolto, in una sorta di “passività” dello spirito che alcuni ritengono essere la massima “attività”.

Il silenzio necessario è capacità di concentrazione, di riflessione, tutto all’opposto della distrazione e della dissipazione che i molti rumori, le molte immagini suscitano. Il silenzio, tuttavia, è solo premessa e condizione di possibilità per ascoltare un Altro. Non si tratta dunque di ascoltare sé stessi, ma di porgere orecchio alla Parola di Dio. L’Eucaristia richiede il nostro silenzio affinché la Parola di Dio scenda su di noi, e in noi.

Allora è molto importante e un servizio all’intera comunità curare il silenzio prima delle celebrazioni: spesso i minuti che precedono l’Eucaristia domenicale sono abitati da chiacchere e distrazioni inutili. Anche il tempo successivo alla celebrazione eucaristica deve essere riconsegnato al silenzio nelle nostre Chiese: sia come segno di rispetto per chi si ferma a pregare e a ringraziare del dono ricevuto, sia come rispetto del luogo sacro.

È anche molto utile poi arrivare qualche minuto prima di ogni celebrazione così da leggere previamente e meditare i brani della Parola di Dio, in particolare almeno il vangelo della Messa: questo implica sostare in silenzio su quanto si legge, convinti che lo Spirito che ha illuminato e ispirato gli autori sacri, illumina ed ispira anche il credente che si pone in ascolto della Sacra Scrittura. L’assiduità all’ascolto, ci gioverà certamente sul versante della celebrazione eucaristica e sperimenteremo che la Parola è il cibo solido indispensabile ad assumere sempre più il pensiero, i sentimenti, la mentalità di Cristo.

Don Fulvio