Questo mosaico, scelto da don Fulvio come immagine ricordo del suo ingresso ufficiale come parroco, rappresenta l’intera storia della salvezza centrata sull’incarnazione del Figlio di Dio e sul suo sacrificio redentore della Croce.
Secondo lo scrittore inglese Gilbert K. Chesterton questo mosaico rappresenta la vitalità del cristianesimo.
In un suo scritto egli afferma:
“Solo un pazzo può stare di fronte a questo mosaico e dire che la nostra fede è senza vita o un credo di morte. In alto si vede la mano di Dio; sembra impugni la croce come un’elsa e la conficchi nella terra di sotto come una spada. In realtà però è tutt’altro che una spada, perché non porta morte, ma vita. Una vita che si sprigiona e irrompe nell’aria, in modo che il mondo abbia sì la vita, ma l’abbia in abbondanza”.
L’icona biblica di riferimento è la vite e i tralci. In realtà la vite è rappresentata da una grande pianta di acanto che cresce rigogliosa dalla terra irrigata dal sangue di Cristo. Nelle varie volte di questa “vite” sono racchiuse scene di vita quotidiana a significare che tutto il genere umano e la creazione stessa nel suo esprimersi trovano vita da questa pianta.

PREGHIERA PER I SACERDOTI
Spirito del Signore,
dono del Risorto agli Apostoli del Cenacolo,
gonfia di passione la vita dei tuoi presbiteri.
Riempi di amicizie discrete la loro solitudine.
Rendili innamorati della Terra,
e capaci di misericordia per tutte le sue debolezze.
Confortali con la gratitudine della gente
con l’olio della comunione fraterna.
Ristora la loro stanchezza,
perché non trovino appoggio più dolce per il loro riposo
se non sulla spalla del Maestro.
Liberali dalla paura di non farcela più.
Dai loro occhi partano inviti a sovrumane trasparenze.
Dal loro cuore si sprigioni audacia mista a tenerezza.
Dalle loro mani grondi il crisma su tutto ciò che accarezzano.
Fa risplendere di gioia i loro corpi.
Rivesti loro di abiti nuziali e cingili con cinture di luce perché,
per essi e per tutti, lo Sposo non tarderà.
(Mons. Tonino Bello)