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Pentecoste: festa e danza per lo spirito

“Oggi la confusione che la superbia aveva portato agli uomini è ricomposta in unità dallo Spirito Santo. Oggi gli apostoli, al fragore improvvi- so che viene dal cielo, accolgono la profes- sione di un’unica fede e, con diversi lin- guaggi, a tutte le genti annunciano la glo- ria del tuo Vangelo di salvezza”.

Così presenta la Pentecoste il prefazio della liturgia ambrosiana di questa solennità. Negli Atti degli Apostoli sono addirittura cinque le Pentecoste recensite, ma quella più famosa e conosciuta è descritta nel II capitolo del testo di Luca. Qui lo Spirito Santo si manifesta con queste caratteristiche: il fragore di un vento impetuoso, le lingue di fuoco che si posano sugli apostoli; gli stessi apostoli che raccontano in diverse lingue le grandi opere di Dio, raggiungendo e facendosi comprendere dalle genti di diverse nazionalità convenute a Gerusalemme per celebrare la festa ebraica del dono della Legge.

Le raffigurazioni pittoriche dell’evento della prima Pentecoste insistono così sul gruppo degli apostoli radunato in un luogo, il cenacolo; ci sono poi le fiammelle di fuoco in evidenza sul loro capo; spesso abbiamo la raffigurazione dello Spirito Santo come una colomba, a volte con la presenza di altre persone a rappresentare i diversi popoli, spesso con la figura di Maria, accompagnata in alcuni casi dalla presenza di altre donne.

Un’opera molto interessante che ritrae il dono dello Spirito Santo è quella del pittore russo Oleg Supereco. Siamo nella Cattedrale di Noto in Sicilia, ricostruita dopo il terremoto del 1990. L’opera è stata realizzata tra il 2009 e il 2011. Al centro della cupola abbiamo questo grandissimo affresco. Non abbiamo più la classica rappresentazione delle fiammelle sul capo degli apostoli e su Maria, ma tutto un movimento di corpi e di gesti a dire lo stupore, l’entusiasmo e la
gioia nel momento del dono dello Spirito
, rappresentato al centro della volta nella lanterna, come una colomba carica di luce. Così la Pentecoste diventa una danza e una festa, in cui anche il popolo di Dio, sul quale si fonde il dono dello Spirito, è coinvolto e partecipe.

don Fulvio