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VI dopo Pasqua – pastorale giovanile

In questo tempo di Pasqua, don Fabio ci aiuta ogni settimana con una riflessione a partire da alcuni quadri di famosi artisti.

In ascolto della parola del Vangelo (Gv 21,1-19 )

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto, poiché era spogliato, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso or ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore. Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce. Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti. Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, Tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Gli rispose: «Certo, Signore, Tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle». Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene?, e gli disse: «Signore, Tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle. In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi». Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi». 

Per noi

  • L’evangelista ci racconta questo incontro con Gesù risorto facendolo assomigliare molto a un altro brano… Quello della chiamata di Pietro, raccontato dall’evangelista Luca nel quinto capitolo del suo Vangelo. Te lo ricordi? Prova ad andare a rileggerlo! Anche allora, come nell’incontro con Gesù Risorto, Pietro fa i conti con il fallimento di una pesca andata a vuoto: Pietro si rende conto, ancora una volta, che senza Gesù la sua vita è vuota, triste! 
  • Gesù aspetta Pietro, e Pietro sa bene il perché! Proviamo ad immaginare il suo stato d’animo: che peso sul cuore dopo aver rinnegato tre volte il Maestro e averlo abbandonato! Che paura, forse, di una bella sgridata da parte di Gesù! E invece, Gesù reagisce in modo inaspettato: chiede a Pietro se gli vuole bene, e si fida ancora di lui! Gesù ci insegna che l’amicizia, quella vera, non si ferma neanche di fronte al rinnegamento! Gesù ricomincia sempre, con Pietro e con ognuno di noi! E ci dà la forza di rialzarci, di riprendere il cammino e di poter compiere il bene, soprattutto quando ci costa. Questa esperienza possiamo farla in modo particolare nel Sacramento della Confessione: potresti mettere in programma, nelle prossime settimane, di andare a confessarti: può essere un modo per poter incontrare Gesù e la sua misericordia anche per te, oggi! 
  • Pietro è perdonato da Gesù, ricomincia da capo… Ma Pietro ha la testa dura! E non è un cuor di leone! Sai come va a finire la vita di Pietro? Pietro viene martirizzato a Roma durante la persecuzione di Nerone… E una leggenda racconta che sia successo qualcosa di particolare a Pietro prima di decidere a dare la vita per non rinnegare Gesù. Mentre Pietro sta scappando da Roma per scampare alla persecuzione, gli appare sulla via Appia Gesù con la Croce. Alla domanda di Pietro “Domine, quo vadis?”, cioè “Signore, dove vai?” Gesù avrebbe risposto: “A Roma, per essere di nuovo crocifisso”. Pietro, compreso il rimprovero, torna sui suoi passi ed affronta il martirio. Pietro ha dovuto fino all’ultimo lottare con la sua paura, ma Gesù non lo ho mai abbandonato: gli è sempre rimasto vicino,lo ha incoraggiato ed aiutato per portare a termine la sua missione: annunciare il Vangelo anche con la vita. Quanta pazienza ha avuto Gesù con Pietro… Ha tanta pazienza anche con noi! 
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